
Inizialmente Securiton era nota soprattutto per i suoi impianti antintrusione e antiaggressione. Oltre a questi, però, vendeva anche rivelatori di incendio di vario tipo. Uno degli elementi di punta era il rivelatore di fumo «Pyrotector» che, grazie al suo innovativo metodo di misurazione, ebbe inizialmente delle difficoltà a imporsi, ma col tempo sarebbe diventato un prodotto di successo. Securiton distribuiva anche rivelatori di calore e rivelatori manuali, da tempo molto apprezzati. La gamma venne completata con rivelatori a onde di pressione e a fusibile.
Il nostro rivelatore di fumo «Pyrotector» (termine formato dalle parole Pyro, che significa fuoco in greco, e detector, rivelatore in latino): da anni Securiton ha nella propria gamma sistemi di rivelazione incendio che utilizzano i cosiddetti rivelatori termici, ossia rivelatori che reagiscono al calore. Rispetto ai nostri sistemi di allarme antintrusione e antiaggressione, tuttavia, i sistemi di rivelazione incendio erano significativamente in secondo piano; ciò era dovuto in primo luogo al fatto che il pubblico, influenzato da un’abile propaganda, sembrava principalmente mettere sullo stesso piano i termini rivelatore di incendio e rivelatore di fumo, trascurando il fatto che un rivelatore sensibile al calore potesse essere altrettanto efficace.
Negli ambiti specializzati, che in Svizzera erano costituiti dall’allora servizio di prevenzione degli incendi (Brandverhütungsdienst, BVD), oggi si è affermata la consapevolezza che un rivelatore di calore o un rivelatore di fumo possono offrire le massime prestazioni a seconda del luogo di impiego. È quindi necessario scegliere il rivelatore giusto per il giusto luogo da proteggere. Dopo molti anni di lavori preparatori e sperimentazioni, siamo riusciti a realizzare anche un rivelatore di fumo. Mentre il rivelatore di fumo più noto fino ad ora «percepisce» il fumo o, in altre parole, rileva la variazione chimica (ionizzazione) dell’aria causata dai gas di combustione, il nostro «Pyrotector» è un rivelatore di fumo ottico che «vede» il fumo. Nella fase di formazione di ogni incendio, infatti, oltre ai prodotti di combustione gassosi, si formano particelle solide in sospensione, in primo luogo particelle di carbonio, che attraverso la spinta dell’aria riscaldata entrano nella camera di misura del rivelatore, attraversano un fascio di luce concentrato e producono un riflesso misurato da un elemento fotoelettrico disposto perpendicolarmente al fascio di luce. Al raggiungimento di una certa quantità di questi riflessi luminosi (soglia di allarme) un circuito elettronico nella centrale antincendio fa scattare l’allarme. Per il buon funzionamento del rivelatore è essenziale che il fascio luminoso emesso da una lampadina continuamente accesa (salvo eccezioni irrilevanti) rifletta solo le particelle di fumo. Ciò è garantito da un lato dal fatto che il fascio luminoso viene completamente assorbito da un ricevitore di luce nero e che il fumo entra attraverso un labirinto che, come una paratoia, tiene lontana la luce esterna. Dall’altro lato è necessario che il rivelatore venga attivato solo da particelle di fumo presenti in una determinata quantità (non è sufficiente il fumo di una sigaretta), quindi non da polvere, gas o vapori. Questo risultato è reso possibile dal labirinto: solo le particelle di fumo, essendo leggere e piccole, entrano nella camera di misura in numero sufficiente grazie alla spinta verso l’alto del calore. Polvere, gas e vapore sono vettori e si depositano generalmente nel labirinto angolato. Per questo motivo il rischio di falsi allarmi è estremamente basso. Il fumo proveniente da un focolaio d’incendio, invece, provoca un allertamento in pochi secondi.
Come ogni impianto d’allarme su cui bisogna assolutamente fare affidamento, il «Pyrotector» è costantemente sorvegliato da un sistema di controllo elettrico. I malfunzionamenti vengono immediatamente segnalati alla centrale come guasti, in particolare l’avaria della lampadina che tuttavia ha una durata minima garantita di due anni. Allarmi e guasti fanno accendere sul rivelatore una spia di controllo che consente di individuare immediatamente il rivelatore entrato in funzione. In caso di difetto, il rivelatore può essere sostituito in brevissimo tempo, poiché è costituito da due parti: la base di collegamento e la testina del rivelatore a innesto. Insieme al rivelatore differenziale termico collaudato nell’uso dal 1955, ma diventato uno dei rivelatori termici più avanzati grazie alla nuova possibilità di controllo a distanza, il «Pyrotector» costituisce una soluzione combinabile molto potente. Oltre ai nostri rivelatori manuali indispensabili ovunque e ai rivelatori a onde di pressione e a fusibile che continuano ad essere utilizzati in luoghi particolari, come per gli impianti antintrusione e antiaggressione, disponiamo ora di un programma completo anche nel campo dei sistemi di rivelazione incendio.
Come è nata l'aggiunta di Pyrotector? Su iniziativa di Manuel Spreng, il Gruppo Securitas acquisisce la partecipazione di maggioranza di Pyrotector Europe GmbH, fondata due anni prima. Poco dopo l'ingresso nel Gruppo Securitas, l'azienda, in seguito ribattezzata Hekatron, sviluppa e costruisce i primi rilevatori ottici di fumo a luce diffusa prodotti in serie in Europa, distribuiti anche da Securiton. Ad oggi, Hekatron, con sede a Sulzburg (DE), rimane una parte importante del Gruppo Securitas.